In questa sezione sono disponibili le versioni estese delle tabelle
contenute nel volume Mostro di Firenze: l’errore di Rabatta,
insieme alle relative note esplicative.
Per esigenze di impaginazione e leggibilità nel formato cartaceo,
le tabelle dell’Appendice A sono riprodotte nel volume in formato
adattato alla stampa. La versione estesa, in formato orizzontale e
più agevole per la consultazione, è disponibile in questa pagina.
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Avvertenza per la consultazione
Alcune tabelle presentano un’estensione orizzontale considerevole
e contengono numerose informazioni. Sui dispositivi mobili possono
essere consultate mediante scorrimento orizzontale; per una lettura
più agevole e completa si consiglia tuttavia l’utilizzo di un tablet
in orientamento orizzontale o, preferibilmente, di un computer.
Capitolo 6 – Verso un identikit dell’omicida
Paragrafo:
Indizi e vincoli sull’anno di nascita del Mostro di Firenze
Tabella 6.1: Inizio della serie omicidiaria nel 1968
↔
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Ipotesi di lavoro
Scenario
Anno di nascita
Età a Signa (1968)
Età a Rabatta (1974)
Età a Scopeti (1985)
Età oggi (2026)
Note
Vincoli richiamati
Base
Età minima
1945
23
29
40
81
Scenario “minimo”: assume la soglia prudenziale 23-25 anni
come età anagrafica minima compatibile con autonomia e
operatività già nel 1968; lascia inoltre spazio a un possibile
interesse unilaterale verso Stefania Pettini nel 1974, anche
in presenza di un divario anagrafico marcato.
Minimo operativo: 23-25 anni (1968).
Base
Età intermedia
1938
30
36
47
88
Scenario intermedio: valore di lavoro che bilancia
maturazione, logistica e radicamento, senza spingersi verso
gli estremi.
Valore intermedio: convergenza fattori.
Base
Età massima
1930
38
44
55
96
Scenario “massimo”: limite superiore calcolato assumendo,
in via prudenziale, età 1985 ≤ 55 anni.
Massimo operativo: età 1985 ≤ 55 anni.
Sensibilità A
Età minima
1946-1947
21-22
27-28
38-39
79-80
Come “età minima”, ma ipotizzando una soglia minima più
bassa (21-22 anni).
Sensibilità: minimo 21-22 anni.
Sensibilità B
Età massima
1927
41
47
58
99
Come “età massima”, ma innalzando il tetto operativo nel
1985 a 58 anni.
Sensibilità: età 1985 ≤ 58 anni.
Capitolo 6 – Verso un identikit dell’omicida
Paragrafo:
Indizi e vincoli sull’anno di nascita del Mostro di Firenze
Tabella 6.2: Inizio della serie omicidiaria nel 1974
↔
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Ipotesi di lavoro
Scenario
Anno di nascita
Età a Signa (1968)
Età a Rabatta (1974)
Età a Scopeti (1985)
Età oggi (2026)
Note
Vincoli richiamati
Base
Età minima
1949
—
25
36
77
Scenario “minimo”: assume 25 anni come età minima nel 1974
(estremo superiore della soglia 23-25 anni); in questa
ipotesi, un possibile interesse unilaterale verso Stefania
Pettini sarebbe compatibile anche senza una grande differenza
d’età, pur restando un rapporto non “da pari a pari”.
Minimo operativo: 25 anni (1974).
Base
Età intermedia
1942
—
32
43
84
Scenario intermedio: valore di lavoro compatibile con
radicamento locale e crescente complessità operativa nel
1974.
Valore intermedio: convergenza fattori.
Base
Età massima
1930
—
44
55
96
Scenario “massimo”: limite superiore calcolato assumendo,
in via prudenziale, età 1985 ≤ 55 anni.
Massimo operativo: età 1985 ≤ 55 anni.
Sensibilità A
Età minima
1952-1953
—
21-22
32-33
73-74
Come “età minima”, ma ipotizzando una soglia minima più
bassa (21-22 anni).
Sensibilità: minimo 21-22 anni.
Sensibilità B
Età massima
1927
—
47
58
99
Come “età massima”, ma innalzando il tetto operativo nel
1985 a 58 anni.
Sensibilità: età 1985 ≤ 58 anni.
Lettura dei valori
A parità di anno di nascita, tra 1968 e 1974 intercorrono sei anni.
Gli scenari “Età minima” assumono la soglia prudenziale di 23-25 anni
come indicatore di una più probabile autonomia economica e sociale.
Gli scenari “Età massima” derivano invece dal vincolo operativo
adottato per il 1985 (età ≤ 55 anni).
La collocazione dell’esordio nel 1974 richiede verosimilmente un’età
minima lievemente più alta rispetto a quella ipotizzata per il 1968
(23 anni), in ragione della complessità e della sicurezza operativa
evidenziate. Un’età identica non è del tutto da escludere, ma appare meno
probabile alla luce del livello di competenza mostrato. Per questo, a fini
operativi, nell’ipotesi di esordio nel 1974 si è assunta come età minima
25 anni, ossia l’estremo superiore dell’intervallo prudenziale 23-25 anni.
Le tre righe delle tabelle in cui la voce “Ipotesi di lavoro” è indicata
come “Base” rappresentano gli scenari di riferimento adottati nel testo:
un’ipotesi minima, una intermedia e una massima, costruite combinando in
modo coerente i principali fattori discussi nelle pagine precedenti,
ossia età minima operativa, tetto massimo plausibile nel 1985, maturazione
delle fantasie e delle ossessioni, esigenze logistiche, radicamento
territoriale e livello di operatività richiesto.
Le due righe in cui la voce “Ipotesi di lavoro” è indicata come
“Sensibilità” non introducono scenari alternativi autonomi, ma servono a
mostrare come cambiano le stime quando si modifica un solo parametro:
nella Sensibilità A si abbassa la soglia minima a 21-22 anni; nella
Sensibilità B si innalza il tetto massimo nel 1985 a ≤ 58 anni. In questo
senso, i valori non vanno letti come una delimitazione rigida o come una
datazione anagrafica esatta, ma come una serie di intervalli costruiti a
partire da vincoli diversi, che restringono o ampliano il campo delle età
plausibili a seconda dello scenario adottato.
Considerando anche l’aspetto balistico, l’ipotesi di un inizio della serie
nel 1968 – corrispondente alla prima tabella (6.1) – sembra trovare, allo
stato degli elementi qui discussi, un supporto più solido. Se la serie
fosse infatti iniziata nel 1974, occorrerebbe spiegare un passaggio di
mano della pistola di Castelletti di Signa complesso e, di fatto,
determinante nel metterla nelle mani dell’autore dei successivi duplici
omicidi – cioè di colui che sarebbe poi diventato il Mostro di Firenze –
senza che ne siano emerse tracce investigative attendibili o riscontri
documentali solidi.
Capitolo 7 – Il depistaggio delle chiavi di Baccaiano
Dalle testimonianze alla cronologia degli eventi
Tabella 7.1: Tempi di percorrenza in auto dal luogo del delitto (LDD) verso punti chiave
Distanze e tempi riportati sono stime orientative ottenute con un calcolo
semplificato (distanza/velocità media) e vanno intesi come ordini di
grandezza, potendo variare in funzione del percorso effettivo, di eventuali
rallentamenti (svolte, attraversamenti e altri veicoli) e delle scelte
contingenti dei testimoni.
↔
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Tratto stradale
Distanza
Velocità
Tempo (s)
Tempo (m:ss)
LDD → Bivio per Poppiano
550 m
40 km/h
≈50 s
≈0:50
50 km/h
≈40 s
≈0:40
LDD → Punto d’incontro tra le auto di Carletti e Calamandrei-Poggiarelli
650 m
40 km/h
≈59 s
≈0:59
50 km/h
≈47 s
≈0:47
LDD → Bar di Baccaiano
1.400 m
40 km/h
≈126 s
≈2:06
50 km/h
≈101 s
≈1:41
LDD → Caserma dei Carabinieri di Montespertoli
4.000-5.000 m
50 km/h
≈288-360 s
≈4:48-6:00
60 km/h
≈240-300 s
≈4:00-5:00
Capitolo 7 – Il depistaggio delle chiavi di Baccaiano
Dalle testimonianze alla cronologia degli eventi
Tabella 7.2: Cronologia degli eventi
Le fasce orarie precedute dal simbolo ≈ sono stime
ricostruttive basate sull’incrocio delle deposizioni e sui tempi di
percorrenza indicativi; vanno intese come ordini di grandezza, non come
cronologia al minuto. Gli orari privi di ≈ derivano invece
da riscontri diretti, come dichiarazioni temporali esplicite o registri di servizio.
↔
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Orario stimato
Evento
Distanza
Tempo di percorrenza
Note
≈23:40-23:42
Passaggio di Carletti.
—
—
L’omicida potrebbe aver già esploso la prima raffica e potrebbe essersi
nascosto. Carletti vede la Seat 147 nella piazzola in cui i ragazzi si erano
appartati, con la luce di cortesia accesa. Mainardi è vivo.
≈23:42-23:45
Tentativo di fuga di Mainardi.
—
—
Dopo il passaggio di Carletti, Mainardi tenta la fuga. La Seat 147 finisce
nel fossato.
≈23:45
Primo avvistamento di Calamandrei e Poggiarelli.
650 m dal punto d’incontro con Carletti
≈47 s a 50 km/h
Vedono la Seat 147 fuori strada, ma proseguono.
≈23:46-23:47
Calamandrei e Poggiarelli arrivano al bar di Baccaiano.
1.400 m dal luogo del delitto
≈1 min 41 s a 50 km/h
Non trovano le persone che stavano cercando, decidono di tornare indietro.
≈23:48-23:49
Bartalesi e Marini sentono i colpi.
350-500 m dal luogo del delitto
—
Probabile seconda serie di spari dell’omicida.
≈23:50
Bartalesi e Marini avvistano la Seat 147.
—
≈40-50 s dalla percezione dei colpi
Procedono verso il bivio per Poppiano, poi decidono di tornare indietro.
≈23:52-23:54
Arrivo pressoché contemporaneo sul luogo del delitto
—
—
Le due coppie si incontrano, vedono le due persone e il foro nel parabrezza
anteriore della Seat 147.
23:55
Bartalesi guarda l’orologio.
—
—
Poco prima di lasciare il luogo del delitto; “mancava cinque minuti a mezzanotte”.
≈23:56-23:58
I testimoni lasciano il luogo del delitto.
—
—
Permanenza di “pochissimi minuti”.
≈23:59-00:03
L’omicida potrebbe aver lanciato le chiavi.
≈50 m dietro la 147
≈1 min a piedi
Potrebbe aver approfittato dell’assenza dei testimoni per mettere in atto
il depistaggio. Potrebbe essersi allontanato in direzione opposta a quella
del lancio.
≈00:00-00:04
Calamandrei e Poggiarelli arrivano alla caserma dei Carabinieri a Montespertoli.
—
—
“Siamo andati molto veloci”. Segue la ricerca del maresciallo,
indicato in deposizione come presente in pizzeria.
00:10
Chiamata all’ambulanza.
—
—
Orario confermato dal registro.
Appendice A – Anatomia di una serie criminale
Tabella A1: Colpi sparati e bossoli repertati
Per «colpi sparati» si intende la stima, talvolta ricostruita, dei colpi
esplosi; le specificazioni «colpirono» si riferiscono ai colpi a segno
o alle ferite attribuite da documentazione medico-legale.
↔
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Data e luogo del delitto
Vittime
Colpi sparati
Bossoli repertati
Note
Castelletti di Signa (FI)
Barbara Locci,
Antonio Lo Bianco
8 colpi totali:
4 colpirono la vittima femminile,
4 quella maschile
5
Nel 1982 venne scoperto che i 5 bossoli e i 5 proiettili
repertati nel 1968 erano compatibili con l’arma usata nei
delitti successivi. Questo collegamento balistico diede
origine alla cosiddetta «Pista Sarda».
Rabatta, Borgo San Lorenzo (FI)
Stefania Pettini,
Pasquale Gentilcore
7-9 colpi totali:
3 ferite sulla vittima femminile,
5 su quella maschile
5
I bossoli calibro .22, marca Winchester, serie «H» vennero
trovati solo durante un secondo sopralluogo, effettuato dopo
le autopsie. In un primo momento, il medico condotto, dottor
Luigi Mercatali, che in quell’occasione svolse le funzioni
di medico legale, e i Carabinieri ipotizzarono che le vittime
fossero state uccise con un punteruolo: solo gli esami
autoptici rivelarono la presenza di ferite da arma da fuoco.
Questo fraintendimento iniziale contribuì al mancato
repertamento balistico nella fase immediatamente successiva
al fatto, poi recuperato con un secondo sopralluogo.
Mosciano di Scandicci (FI)
Carmela De Nuccio,
Giovanni Foggi
8 colpi totali:
5 colpirono la vittima femminile,
3 quella maschile
5
Delitto rilevante nell’evoluzione del modus operandi: per la
prima volta risulta effettuata l’escissione del pube della
vittima femminile, elemento che ricorrerà in alcuni delitti
successivi. Vennero utilizzati proiettili calibro .22, marca
Winchester, serie «H» a piombo nudo, anziché ramati come negli
episodi precedenti: variazione verosimilmente dovuta alla
disponibilità del momento, più che a una scelta deliberata.
Travalle, Calenzano (FI)
Susanna Cambi,
Stefano Baldi
9 colpi totali
7
Nessuna particolarità balistica emersa, per quanto risulta.
Il delitto appare complessivamente coerente con le modalità
degli episodi precedenti.
La differenza tra la stima dei 9 colpi e le 10 ferite da
arma da fuoco complessivamente documentate, cfr. Tabelle A2
e A3, è compatibile con l’ipotesi che almeno un proiettile,
producendo una ferita trapassante, abbia determinato più di
una lesione, anche raggiungendo l’altra vittima.
Baccaiano, Montespertoli (FI)
Antonella Migliorini,
Paolo Mainardi
9 colpi totali
9
Furono repertati 9 bossoli calibro .22, marca Winchester,
serie «H», corrispondenti ai 9 colpi sparati. La loro
distribuzione, 3 sulla piazzola dove la coppia si era
appartata, 2 sulla strada, 3 davanti all’autovettura e 1 al
suo interno, è compatibile con una dinamica complessa
dell’evento, con l’autore del crimine che ha verosimilmente
sparato da posizioni diverse.
Giogoli, Scandicci (FI)
Horst Meyer,
Uwe Rüsch
7 colpi totali:
3 colpirono Meyer,
4 Rüsch
Numero non specificato
È l’unico duplice omicidio con due vittime maschili: una
delle due potrebbe essere stata scambiata per una donna a
causa dei capelli lunghi.
La Boschetta, Vicchio (FI)
Pia Rontini,
Claudio Stefanacci
5 colpi totali:
2 colpirono la vittima femminile,
3 quella maschile
5
Prima escissione multipla – pube e mammella sinistra – nella
vittima femminile. La violenza post-mortem risulta più estesa
rispetto ad altri episodi, ed è riscontrabile anche sulla
vittima maschile.
Scopeti, San Casciano Val di Pesa (FI)
Nadine Mauriot,
Jean-Michel Kraveichvili
9 colpi totali:
4 colpirono la vittima femminile,
3 quella maschile
9
La vittima femminile subisce ancora una duplice escissione,
pube e mammella sinistra. L’omicida invia un lembo del seno,
in busta chiusa, al magistrato Silvia Della Monica, segnando
una possibile escalation comunicativa e simbolica.
Note esplicative alla Tabella A1
Rabatta, Borgo San Lorenzo, 14 settembre 1974
Il numero di colpi totali esplosi è stimato tra 7 e 9, nonostante
le ferite da arma da fuoco siano 8: 3 riportate da Stefania Pettini
e 5 da Pasquale Gentilcore. Una delle lesioni, tuttavia, fu causata
da schegge, verosimilmente generate dall’impatto di un proiettile
contro una superficie dura, e non da un colpo diretto. Inoltre, in
ambito balistico, può accadere che un singolo proiettile provochi
più lesioni, ad esempio a seguito di un rimbalzo. Per questo motivo,
la stima complessiva dei colpi sparati non corrisponde necessariamente
alla somma delle ferite riscontrate.
Scopeti, San Casciano Val di Pesa, 8 settembre 1985
Discrepanza notevole tra i 9 bossoli repertati e le 7 ferite
documentate, verosimilmente compatibili con 7 proiettili: 2
proiettili non risultavano recuperati, in ipotesi perché andati a
vuoto e dispersi; tuttavia, secondo notizie di stampa, almeno uno
di essi sarebbe stato rinvenuto in epoca successiva all’interno di
un cuscino presente nella tenda. Si veda
La Repubblica Firenze, 3 dicembre 2018.
Appendice A – Anatomia di una serie criminale
Tabella A2: Analisi delle ferite, mutilazioni e lesioni
Per «Mortali» si intende il numero di lesioni indicate come letali o
potenzialmente letali in sede medico-legale oppure, ove necessario,
ricostruite in senso funzionale come precisato nelle note.
↔
Scorri orizzontalmente per consultare tutte le colonne.
Data e luogo del delitto
Vittime
Ferite da arma da fuoco
Ferite da arma bianca
Mutilazioni e lesioni sulla vittima femminile
Totali
Mortali
Totali
Mortali
Castelletti di Signa (FI)
Barbara Locci
4
1
0
0
–
Antonio Lo Bianco
4
2
0
0
Rabatta, Borgo San Lorenzo (FI)
Stefania Pettini
3
0
96
≈4-6
Due sfregi con l’arma da taglio sul volto. Inserito un tralcio
di vite nella vagina.
Pasquale Gentilcore
5
2
2
0
Mosciano di Scandicci (FI)
Carmela De Nuccio
5
1
0
0
Escissione del pube
Giovanni Foggi
3
2
3
0
Travalle, Calenzano (FI)
Susanna Cambi
6
2
2
0
Escissione del pube
Stefano Baldi
4
2
4
0
Baccaiano, Montespertoli (FI)
Antonella Migliorini
2
1
0
0
–
Paolo Mainardi
4
1
0
0
Giogoli, Scandicci (FI)
Horst Meyer
3
1
0
0
–
Uwe Rüsch
4
1
0
0
La Boschetta, Vicchio (FI)
Pia Rontini
2
1
2
0
Escissione del pube e della mammella sinistra
Claudio Stefanacci
3
1
10
0
Scopeti, San Casciano Val di Pesa (FI)
Nadine Mauriot
4
1
1
0
Escissione del pube e della mammella sinistra
Jean-Michel Kraveichvili
3
0
13
3
Note esplicative alla Tabella A2
Rabatta, Borgo San Lorenzo, 14 settembre 1974
Le 96 ferite totali da arma bianca indicate per Stefania Pettini
comprendono lesioni inferte in momenti diversi dell’azione, in larga
parte peri-mortem e post-mortem. La loro disposizione
anatomica, e in particolare la concentrazione nella zona pubica, è
stata interpretata come una possibile anticipazione, per modalità e
localizzazione, delle mutilazioni genitali che si riscontreranno nei
delitti dal 1981 in poi.
Per l’analisi delle ferite mortali da arma bianca indicate nella
tabella, si rinvia al Cap. 3 del volume, § «Il rinvenimento dei
corpi». La stima «≈4-6» è ricondotta alla deposizione processuale
del professor Maurri nel processo di primo grado a carico di Pietro
Pacciani, resa il 26 aprile 1994, e riferita alle ferite da arma
bianca inferte in vita: «forse 4-5, poco più». Tali lesioni
sono riportate nella colonna «Mortali» in senso funzionale, cioè
come lesioni vitali o potenzialmente letali.
Appendice A – Anatomia di una serie criminale
Tabella A3: L’evoluzione nell’uso dell’arma da fuoco
Per «Numero di ferite» si intendono le ferite attribuite a colpi d’arma
da fuoco, incluse, ove indicato, lesioni da schegge riconducibili
all’impatto o al rimbalzo di un proiettile. Nelle descrizioni, «ferita
con proiettile ritenuto» indica una lesione in cui il proiettile resta
trattenuto nel corpo; «ferita trapassante» indica una lesione con foro
di uscita.
↔
Scorri orizzontalmente per consultare tutte le colonne.
Data e luogo del delitto
Vittime
Numero di ferite
Descrizione delle ferite
Castelletti di Signa (FI)
Barbara Locci
4
Regione dorsale postero-superiore: penetra nel torace sinistro e fuoriesce dal torace destro, colpisce polmoni, cuore e arteria polmonare sinistra. Esito: mortale.
Regione dorsale postero-inferiore: penetra in addome, fuoriesce anteriormente, lede pancreas e fegato.
Regione lombare, II vertebra: penetra in addome, danneggia stomaco e fegato.
Spalla sinistra, posteriormente.
Antonio Lo Bianco
4
Avambraccio sinistro.
Braccio sinistro.
Torace sinistro: penetra in addome, colpisce milza e stomaco. Esito: mortale.
Torace sinistro: colpisce il polmone sinistro. Esito: mortale.
Rabatta, Borgo San Lorenzo (FI)
Stefania Pettini
3
Addome in sede epatica: ferita da schegge riconducibile all’impatto di un proiettile, non penetrante.
Gamba destra: ferita con proiettile ritenuto a livello della tibia.
Ginocchio destro: ferita trapassante.
Pasquale Gentilcore
5
Arto superiore sinistro, polso: ferita con proiettile ritenuto.
Arto superiore sinistro, braccio: ferita con proiettile ritenuto.
Addome in sede inguinale sinistra: ferita con proiettile ritenuto.
Emitorace sinistro, cuore: ferita con proiettile ritenuto. Esito: mortale.
Emitorace sinistro, polmone: ferita con proiettile ritenuto. Esito: mortale.
Mosciano di Scandicci (FI)
Carmela De Nuccio
5
Avambraccio destro: ferita trapassante.
Avambraccio sinistro: ferita trapassante.
Collo: lesione dei nervi cervicali.
Mento: ferita di striscio.
Scapola sinistra: penetra nel torace, danneggia cuore e polmone sinistro. Esito: mortale.
Giovanni Foggi
3
Cranio: regione occipitale sinistra.
Cranio: regione parietale sinistra, il proiettile penetra e devasta l’encefalo. Esito: mortale.
Torace sinistro: lesione dell’aorta e del polmone. Esito: mortale.
Travalle, Calenzano (FI)
Susanna Cambi
6
Arto superiore destro: ferita con proiettile ritenuto nel gomito.
Arto superiore sinistro: ferita trapassante.
Base dell’emitorace destro: ferita con proiettile ritenuto nel VI spazio intercostale.
Emitorace destro: colpisce il pericardio. Esito: mortale.
Emitorace destro: foro posteriore, ferita con proiettile ritenuto in regione ascellare sinistra, lesione dell’aorta. Esito: mortale.
Pollice della mano destra: ferita trapassante.
Stefano Baldi
4
Base del torace destro: penetra e fuoriesce dal lato sinistro, danneggia il fegato. Esito: mortale.
Emitorace destro: attraversa cuore, polmoni e grossi vasi. Esito: mortale.
Emitorace sinistro: colpisce superficialmente il polmone.
Volto: dalla radice sinistra del naso alla mandibola; ferita con proiettile ritenuto.
Baccaiano, Montespertoli (FI)
Antonella Migliorini
2
Fronte: ferita di striscio.
Fronte: penetrante nell’encefalo. Esito: mortale.
Paolo Mainardi
4
Mandibola sinistra: il proiettile fuoriesce dallo zigomo.
Mastoide sinistro: penetra nella scatola cranica e danneggia il cervello. Esito: mortale. La vittima inizialmente sopravvive, ma muore in ospedale.
Meato acustico sinistro: non mortale, ma verosimilmente tale da renderlo privo di coscienza.
Spalla sinistra.
Giogoli, Scandicci (FI)
Horst Meyer
3
Cranio: ferita da scalfittura occipitale.
Fianco destro: il proiettile attraversa fegato e cuore, arrestandosi nel polmone sinistro. Esito: mortale.
Gluteo sinistro: ferita con proiettile ritenuto nei muscoli.
Uwe Rüsch
4
Coscia sinistra.
Cranio: proiettile penetra nello zigomo sinistro e colpisce il cervelletto. Esito: mortale.
Cranio e cavo orale: ferita penetrante e fratturante.
Mano sinistra: ferita trapassante al polso.
La Boschetta, Vicchio (FI)
Pia Rontini
2
Arto superiore sinistro: ferita di striscio.
Zigomo destro: il proiettile penetra in cavità cranica. Esito: mortale.
Claudio Stefanacci
3
Dietro l’orecchio sinistro. Esito: mortale.
Torace sinistro: superficiale.
Torace sinistro: ferita trapassante con lesione del polmone sinistro.
Scopeti, San Casciano Val di Pesa (FI)
Nadine Mauriot
4
Emitorace sinistro: regione mammaria, superficiale.
Fronte: ferita di striscio.
Fronte: penetrante con distruzione dell’encefalo. Esito: mortale.
Guancia destra.
Jean-Michel Kraveichvili
3
Dita della mano destra: IV e V.
Gomito destro: ferita trapassante con frattura dell’omero.
Labbro sinistro: non penetrante con frattura dentale.
Per «Numero di ferite» si intendono le ferite da arma bianca
complessivamente documentate, incluse, ove conteggiate nei referti,
le ferite da difesa e quelle peri-mortem e
post-mortem.
↔
Scorri orizzontalmente per consultare tutte le colonne.
Data e luogo del delitto
Vittime
Numero di ferite
Descrizione delle ferite
Mutilazioni e altre lesioni
Castelletti di Signa (FI)
Barbara Locci
0
–
–
Antonio Lo Bianco
0
–
–
Rabatta, Borgo San Lorenzo (FI)
Stefania Pettini
96
2 ferite al viso, inferte in vita, da strisciamento, cioè con la lama e non con la punta.
Diverse ferite da difesa a mani e braccia, inferte in vita.
≈4-6 ferite ravvicinate sull’emitorace sinistro, inferte in vita. Tra queste, alcune furono indicate come mortali, senza tuttavia che il numero risulti univocamente determinabile.
Numerose ferite – peri-mortem e post-mortem – a mammelle, addome, regione pubica e faccia interna delle cosce, soprattutto la sinistra.
Tralcio di vite inserito in vagina, senza provocare lesioni documentate.
Il totale di 96 indicato in tabella comprende
anche le ferite da difesa e le lesioni
peri-mortem e post-mortem sopra
richiamate.
Tralcio di vite inserito in vagina, senza provocare lesioni documentate.
Pasquale Gentilcore
2
2 ferite all’addome a livello della regione epatica, inferte post-mortem.
–
Mosciano di Scandicci (FI)
Carmela De Nuccio
0
–
Escissione del pube.
Giovanni Foggi
3
2 ferite al collo, inferte in limine vitae.
1 ferita al torace sinistro, inferta in limine vitae: penetra in addome e lede la milza.
–
Travalle, Calenzano (FI)
Susanna Cambi
2
1 ferita in regione sottomammaria sinistra, inferta post-mortem.
1 ferita in regione scapolare destra, inferta post-mortem.
Escissione del pube.
Stefano Baldi
4
1 in regione laterale sinistra – post-mortem.
3 in regione scapolare e interscapolare – post-mortem.
–
Baccaiano, Montespertoli (FI)
Antonella Migliorini
0
–
–
Paolo Mainardi
0
–
–
Giogoli, Scandicci (FI)
Horst Meyer
0
–
–
Uwe Rüsch
0
–
–
La Boschetta, Vicchio (FI)
Pia Rontini
2
2 ferite al collo, inferte in limine vitae.
Escissione del pube.
Escissione della mammella sinistra.
Claudio Stefanacci
10
2 ferite al torace in corrispondenza della linea ascellare anteriore sinistra e dell’ottavo spazio intercostale sinistro.
2 ferite al fianco sinistro: una profonda, una superficiale.
1 ferita alla regione inguinale destra.
2 ferite alla faccia interna della coscia sinistra: una profonda, una superficiale, entrambe vicino ai genitali.
1 ferita alla coscia destra.
1 ferita all’avambraccio destro.
1 ferita alla regione lombare destra.
–
Scopeti, San Casciano Val di Pesa (FI)
Nadine Mauriot
1
1 ferita al collo.
Escissione del pube.
Escissione della mammella sinistra.
Jean-Michel Kraveichvili
13
3 ferite al torace sinistro: lesione del polmone ed emorragia interna. Esito: tutte e 3 mortali.
1 ferita al vertice del cranio: superficiale.
1 ferita al collo: trasfossa, lede la trachea senza colpire vasi principali.
3 ferite all’addome: 2 alla metà destra, 1 alla metà sinistra.
2 ferite alla schiena: una penetra nel polmone sinistro.
1 ferita al braccio sinistro: squarcio profondo.
2 ferite in regione iliaca.
–
Appendice A – Anatomia di una serie criminale
Tabella A5: Condizioni astronomiche e luminose al momento dei delitti
Il simbolo Δ (delta) indica lo scarto, cioè la
differenza in giorni rispetto a un riferimento. ΔF
indica la distanza, in giorni, dalla fase lunare indicata nella colonna
«Fase lunare»; ΔN indica la distanza, in giorni, dal
novilunio. Il segno «-» indica i giorni precedenti,
il segno «+» quelli successivi.
IL (illuminazione lunare) indica la percentuale del
disco lunare illuminato. Luna visibile segnala se,
all’ora stimata del delitto, la luna era sopra l’orizzonte e quindi
potenzialmente visibile. TL (tramonto lunare) indica
l’orario in cui la luna è scesa sotto l’orizzonte nel luogo considerato.
↔
Scorri orizzontalmente per consultare tutte le colonne.
Data e luogo del delitto
Ora stimata del delitto
Fase lunare
ΔF (± gg)
ΔN (± gg)
IL
Luna visibile
TL
Note sull’oscurità
Notte tra il 21 e il
:
Castelletti di Signa (FI)
00:30
Luna nuova
-1
-1
2%
No
21:14
Assenza di luce lunare diretta.
:
Rabatta, Borgo San Lorenzo (FI)
21:15-24:00
Luna nuova
-2
-2
1%
No
21:05
Assenza di luce lunare diretta.
:
Mosciano di Scandicci (FI)
22:00-24:00
Primo quarto
-3
+4
23%
No
20:56
Assenza di luce lunare diretta.
:
Travalle, Calenzano (FI)
22:40-24:00
Ultimo quarto
+2
+23
40%
No
21:43
Assenza di luce lunare diretta.
:
Baccaiano, Montespertoli (FI)
23:40-23:55
Luna nuova
-2
-2
7%
No
18:42
Assenza di luce lunare diretta.
:
Giogoli, Scandicci (FI)
21:00-24:00
Luna nuova
+2
+2
5%
Sì, fino alle 21:08
21:08
Assenza di luce lunare diretta, dalle 21:08 in poi.
:
La Boschetta, Vicchio (FI)
21:05-22:00
Luna nuova
+1
+1
2%
No
21:00
Assenza di luce lunare diretta.
Notte tra l’8 e il
:
Scopeti, San Casciano Val di Pesa (FI)
00:00-01:00
Ultimo quarto
-1
+20
43%
No
21:31
Assenza di luce lunare diretta.
Note tecniche alla Tabella A5
I dati astronomici sono stati ricavati incrociando due fonti di
riferimento: il database dello
USNO – Astronomical Applications Department
e il portale
TimeandDate.com,
in grado di calcolare con precisione le fasi lunari e gli orari di
levata e tramonto della luna in base alle coordinate geografiche e
alla data. Si segnala anche
MoonCalc.org.
La colonna «Luna visibile» indica se la luna era sopra l’orizzonte
nella località del crimine durante la fascia oraria indicata o
all’orario indicato.
Gli orari e le fasce orarie degli omicidi sono stimati sulla base
di atti giudiziari, testimonianze e analisi forensi.
In tutti i casi analizzati il satellite era già tramontato,
determinando l’assenza di luce lunare diretta, con l’eccezione dei
primi 8 minuti a Giogoli.
L’espressione «assenza di luce lunare diretta» non equivale a buio
assoluto in senso fisico, ma a un’oscurità ambientale priva di una
fonte luminosa naturale dominante. Anche in assenza della luna sopra
l’orizzonte, possono persistere debolissime forme di illuminazione
notturna – come il chiarore stellare, la luce zodiacale residua
(una debole luminosità naturale del cielo notturno) o lievi riflessi
atmosferici – che, tuttavia, tendono a incidere poco sulla visibilità
operativa. In contesti rurali non illuminati artificialmente, ciò
comporta condizioni di oscurità molto marcata, potenzialmente
rilevanti sul piano operativo.
Note esplicative alla Tabella A5
Dalla Tabella A5 emerge che, nei luoghi e nelle fasce orarie stimate
dei delitti, la Luna non si trovava sopra l’orizzonte, con la sola
eccezione del delitto di Giogoli, per il quale risultava potenzialmente
visibile fino alle 21:08, cioè per i primi 8 minuti dell’intervallo
orario considerato. Ne consegue che, per tutti gli altri episodi e per
Giogoli dopo le 21:08, può parlarsi di assenza di luce lunare diretta.
Rabatta, Borgo San Lorenzo, 14 settembre 1974
L’aggressione avvenne verosimilmente tra le 23:30 e la mezzanotte,
con una stima avanzata in sede peritale intorno alle 23:45, basata
sull’analisi dei contenuti gastrici rilevati durante le autopsie.
La Boschetta, Vicchio, 29 luglio 1984
Alle 21:45 circa, due testimoni, da posizioni differenti, udirono
cinque colpi di arma da fuoco distinti in due sequenze: tre colpi
iniziali, seguiti da altri due, provenienti dalla zona della
Boschetta. La finestra temporale non è comunque anteriore alle
21:05, orario in cui Pia Rontini risulta essere uscita di casa
secondo la deposizione della madre.
Scopeti, San Casciano Val di Pesa, notte tra l’8 e il 9 settembre 1985
Con riferimento all’incertezza sulla data del delitto, sollevata
dalle analisi entomologiche condotte sulle fotografie delle larve
cadaveriche, si osserva che le condizioni astronomiche e luminose
risultavano pressoché identiche anche nelle due notti precedenti.
Sito in fase di allestimento.
I contenuti attualmente visibili hanno carattere provvisorio; le sezioni dedicate ai materiali integrativi saranno pubblicate e aggiornate progressivamente.